Le moderne classi sociali.

Scritto da The Truth. Postato in Salotto satirico

Al peggio non c'è mai fine.

Non è vero che non esistono più le classi sociali. 
Dietro quella sottile patina di vernice totalitaria e totalizzante che ha fatto dell'Occidente una massa uniforme appartenente ad un unico, fantomatico villaggio globale (borghese), è ancora possibile distinguere senza possibilità d'errore un proletario da un borghese, un sottoproletario da un aristocratico. La parola è il grimaldello per sbrogliare la matassa. 
I borghesi, fieri modaioli avvizziti senza un briciolo di vergogna, sono stati i primi ad aver lietamente accolto l'americanizzazione del globo fagocitando parole come fossero oggetti, mantenendo cioè quella superficialità (=restare sulla superficie delle cose) nell'approcciarsi al mondo che da sempre li contraddistingue. Ingozzati di parole inglesi, questi parvenu della lingua che vomitano vocaboli senza comprenderne il significato tradiscono perfettamente (e non poteva essere altrimenti) il loro ceto d'origine. L'accessibilità di una lingua non è sinonimo delle sue potenti capacità comunicative, bensì della sua intrinseca grettezza. Un popolo È, in primo luogo, la sua lingua.

Per questo la grandezza del popolo tedesco va ricercata innanzi tutto nel linguaggio. Questa lingua aguzza, dagli spigoli vivi e dalle punte affilate, è un roveto inaccessibile per chi voglia addentrarvisi senza la volontà di ferirsi. Perimetrati nelle solide mura del linguaggio, i tedeschi sono riusciti a sfuggire all'inglesizzazione del mondo quale processo di rincoglionimento globale.

The Truth