Il 25 Aprile

Scritto da The Truth. Postato in Salotto satirico

La Libertà.

La libertà non può essere apprezzata da chi non se l'è conquistata. Si fa un gran parlare di diritti fondamentali, di conquiste sofferte, di bene prezioso della libertà; ma al di là di facili retoriche, è indubbio che solo attraverso un processo di lotta e di resistenza è possibile godere fino in fondo di quella chimera che è chiamata libertà. E non c'è da criticare molto i giovani per questa sorta di irriconoscenza verso i padri, per la mancanza di memoria nei confronti del sangue versato, semplicemente perché i giovani, questa resistenza, NON L'HANNO VISSUTA. Non hanno la più pallida idea di cosa significhi. Aprire gli occhi in un mondo dove tutto è dato è cosa toto genere diversa da un mondo nel quale si deve battagliare per soverchiare un sistema di regime. 
In questo mondo, dove tutto è dato e niente è concesso, il desiderio viene stemperato, sabotato, cortocircuitato a priori. Sicché è normale non apprezzare ciò che non è mai stato contaminato dalla febbre del desiderio. E questa libertà, caduta per caso come da un pero nel grembo dell'ultimo arrivato, è un oggetto decrepito, annichilito, infiacchito. Manca di vigore ed alacrità. Un oggetto è inseguito quanto più si fa mancare. L'amata che non ha occhi per il suo spasimante; il gioiello che brilla di luce abbacinante dietro la vetrina ammiccando compiaciuto ai passanti; il progetto rincorso con tenacia e senza mezzi pur di riuscire a realizzarlo.

E' per questo che, ad esempio, gli ideali di democrazia e di libertà fanno perno sulla vecchia generazione; è per questo che gli anziani sono il fulcro di ogni campagna elettorale. Perché hanno assaporato il gusto del rapporto dialettico tra lotta e liberazione. Ed è anche per questo che l'astensionismo dilaga tra le nuove generazioni. Non sanno che farsene del diritto di voto.
Gli italiani, e i popoli in genere, ne hanno abbastanza di questa libertà forzata. E' diventata qualcosa di esiziale, già comincia ad emanare un lezzo di putredine e di anacronismo. Il rifugiarsi nel demagogo di turno, nella Lega come in Berlusconi, nel Papa come in Grillo, rivela l'urgenza impellente di riconoscersi in un leader. Gli italiani hanno desiderato il fascismo, l'hanno invocato a gran voce, e desiderano un nuovo comandante, un nuovo ordine sovrano cui potersi piegare. 
Senonché un nemico c'é già all'orizzonte, circola già da tempo nelle nostre case, sotto il nostro naso. Ma gli italiani sono troppo comodi e ignoranti per poterlo riconoscere. E' più facile gridare al ladro mentre, tra servi e padroni, si inscena una commedia dove non si capisce chi sia Pulcinella e chi Arlecchino.

Detto ciò, il 25 aprile è una data storica per chi ha potuto vivere quell'epoca, e per quel poco che ci è concesso immaginare grazie ai libri di storia. E', per lo meno, un modello da prendere a riferimento, da riproporre oggi, qui ed ora.

The Truth