Facebook

Scritto da The Truth. Postato in Salotto satirico

Verità scomode.

Facebook è l'esaltazione ad oggi più bieca dell'individuo, il piedistallo sul quale anche una pecora può sentirsi un individuo. Il "mi piace" è il fuoco imperituro dell'ego moderno, e il dissenso, in questo spazio, non può essere espresso se non tramite il silenzio. Mezzo alquanto inefficace su un social network, laddove una congerie di ipotesi possono consolare l'utente baldanzoso di turno: "Non avranno letto, il mio post sarà passato inosservato, saranno tutti in bagno ecc...".

Inoltre poiché si cerca di non inimicarsi la tribù nella quale si è cresciuti (gli "amici", che in genere in questo contenitore virtuale vanno da poche decine a diverse centinaia di milioni) e si ha bisogno di un nuovo flacone di "mi piace" per nascondere sotto il tappeto la propria mediocrità, tutti i contenuti pubblicati sono volti a non offendere il clan che monitora i nostri post, a sguazzare nello stagno in cui si è cresciuti, a mantenere inalterato il livello di idiozia di cui si è complici e a perpetrarlo.
Questa povertà d'animo per cui un paio di mutande postate su facebook assurge a sacra reliquia venerabile stile vacche indiane per gli indù; questo millantare ogni singola scorreggia privata come evento di pubblico interesse, per cui, parimenti, la foto di due cagnette imbellettate, dietro l'inarrestabile impulso sessuale di bisonti maschi che sbavano sui loro profili, diviene potenziale futura copertina di rotocalco; queste banalità incorniciate di fiorellini sono le stesse che vengono (in)seguite e sono, pertanto, un riflesso della stessa intellighenzia di chi le posta.
Siete tutti belli, bravi e, soprattutto, divi.

The Truth