Ruggine (2011)

Scritto da Nicola Donadio. Postato in Piani Americani

Ruggine: tra dolore e ricordo, una fiaba amara e shockante.

 

* Regista: Daniele Gaglianone.

* Attori: Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Valeria Solarino, Giampaolo Stella Giuseppe Furlò, Giulia Coccellato, Michele De Virgilio, Anita Kravos.

* Durata e produzione : 109 min; Fandango, Italia 2011.

Anni ’70, un gruppo di bambini ha creato un fortino dove giocare nella periferia di una grande città. Lunga ellisse temporale, tre di quei bambini sono cresciuti e sono impegnati ognuno in una situazione statica, in cui i ricordi tornano terribilmente a galla. Carmine è un uomo depresso che in un bar sfoga nella birra i cattivi ricordi e il presente difficile; Sandro lavora come traduttore e gioca con il suo figlioletto; infine Cinzia è un’insegnante impegnata in un consiglio di classe molto travagliato. L’infanzia che tutti e tre rivivono con una serie di flash-back è fatta di un mondo periferico abbandonato alla violenza di un folle medico, che nel suo delirio violenta e uccide le bambine del quartiere.

Ruggine è una produzione italiana di alto livello. Il cast è variegato come il film: piccoli attori che brillano di luce propria e attori importanti ed affermati . Ma se Mastandrea è in difficoltà a parlare il siciliano del suo piccolo alter-ego e Accorsi fa il suo compitino, Valeria Solarino riesce straordinariamente a interpretare la rabbia del suo personaggio, impegnato a contrastare un maschilismo superficiale e galoppante. C’è poi Filippo Timi che interpreta il mostro con una eleganza ed un carisma che lo rendono di diritto uno dei più grandi (e si potrebbe aggiungere promettente) attori di casa nostra. La sua bravura è a tutto tondo: il suo volto è una maschera, la sua voce è dominante come la sua gestualità. Insomma la sua interpretazione è la cosa migliore di un buon film.

La ruggine è dolore del passato che i tre personaggi continuano a portarsi dentro. E’ un dolore che viene dal rimpianto di non aver salvato le proprie amichette dalle grinfie dell’orco ma è anche il rimorso per aver ucciso, è il trauma per ciò che di ancora peggiore sarebbe potuto succedere, è persino il senso di inadeguatezza in un mondo troppo crudele per essere vero.

Gaglianone realizza di sicuro il suo miglior film, riuscendo a superare di gran lunga maestri come Tornatore, che con Baaria ha realizzato un film didascalico e pretenzioso, esattamente l’opposto di Ruggine, con cui condivide l’ambientazione siciliana e il ruolo centrale dell’infanzia. Questo film ha invece la freschezza di un film di Giffoni con il tocco di esperienza di un autore vissuto e una produzione (Fandango) che è quasi sempre sinonimo di qualità.

__ Nicola Donadio