MULHOLLAND DRIVE | David Lynch (2001)

Scritto da WES XIV. Postato in Piani Americani

L'enigma del sogno ed un taccuino per scoprirne la realtà.

 

 

Lei sogna. E' un sogno lungo e dettagliato. Poi si sveglia e ricorda quanto l'ha amata. Ricorda le ripetute umiliazioni, fino a quella sera in cui ha saputo del suo matrimonio con il regista. Non voleva perderla e così l'ha fatta assassinare. Adesso è disperata: rabbia, malinconia e ossessioni le si intrecciano davanti agli occhi fino a darle convulsioni cerebrali, stati di allucinazione e panico. C'è soltanto una soluzione a tutto ciò..
Se seguite questa traccia forse potrete comprendere quello che, secondo un sondaggio della BBC di qualche settimana fa, è stato definito come il miglior film degli ultimi 16 anni. Un film dedicato a una strada che passa sulle colline di Los Angeles, e che giunge all'Oceano attraversando realtà contrastanti. Una strada che assomiglia alla vita, secondo un regista a cui è sempre piaciuto disegnare labirinti, comporre enigmi. Passione che trova libero sfogo in una delle pellicole più estreme e ingegnose di sempre. Non si trattò di un divertissement, ma di una dichiarazione estetica, come lui stesso ha sempre ammesso, schierandosi contro il cinema usa e getta dell'industria dei sogni. 
Lynch ha esplorato le risorse sconosciute della settima arte, usando il montaggio come momento decisivo, capace di includere quattro piani differenti in un solo film: il sogno, la realtà, la follia, la magia. Creare dei cortocircuiti narrativi, come faceva Escher con le prospettive di suoi disegni, non è servito soltanto ad intrigare uno spettatore sempre più annoiato da operazioni sempre più 'straordinarie", ma ha portato sullo schermo una rappresentazione artistica delle complessità dell'anima.
L'incedere è denso di indizi, particolari significanti che liberano l'attività cerebrale dello spettatore, e nello stesso tempo ne inquietano la sensibilità. Personaggi conturbanti, storielle al limite della credibilità, un film nel film e un teatro del mistero sono i contenuti di un'opera che continua a parlare e parla di un cinema impegnato nella ricerca della propria natura: quella di un linguaggio a più dimensioni, di un'arte davvero totale che ha saputo dire "il mondo è favola..". E che lo ha saputo mostrare.
Se non l'avete ancora fatto, o se lo avete fatto una sola volta, o se per due volte non è bastato, guardatelo con taccuino e matita, segnate gli indizi e i nomi, annotate le scene e i personaggi. Sarà difficile, ma alla fine avrete tutti i dati per poter iniziare la lettura dell'enigma e per constatare che, sì, quei 177 critici votanti al sondaggio avevano probabilmente ragione. 
E ora.. silencio.


|Wes Xiv|