James Benning "Natural History" (2014)

Scritto da The Truth. Postato in Piani Americani

L' "eterno" nel Cinema.

Se è vero che il cinema riesce a catturare un frammento di tempo, a fossilizzarlo imprimendolo sulla pellicola così da renderlo eterno, allora in “Natural history” di Benning questa sua capacità alchemica viene elevata a potenza o, forse, concentrata IN potenza. E questo perché si riesce a congelare gli animali, a conferire alla vita una parvenza granitica, una marmoreità di ghiaccio; a imbastire un FACCIA A FACCIA CON LA MORTE. Immagini imbellettate dall’algido tocco della Fine, incastonate, sottratte all’inarrestabile consumarsi degli esseri, vengono, come bolle di cristallo, immerse nel perenne fluire del tempo. Questa discrasia tra tempo congelato e tempo in divenire viene perfettamente trasposta sullo schermo ricorrendo al montaggio accelerato e servendosi del brusio di fondo, connettori che agiscono sullo sfondo, anelli di congiunzione tra queste sequenze che nella loro fissità trasudano vita e potenziali di energia, poiché la forza non è mai tale in quanto manifesta, tutt’altro: precede l’evento che ne tradisce la presenza. Sussiste di per sé come possibilità, serba silenziosamente energie dormienti, in attesa di essere sprigionate, di convertirsi, di tradursi in effetti tangibili. Forze-animali tramutate in contenitori di vita addensata, depositari di una magnitudo in letargo.

Sopravvivono al tempo, lo esorcizzano, ne scalzano l’incedere, invischiate come sono nella fitta trama lattiginosa tessuta dal cinematografo. Un’immagine trattata due volte, un’immagine al quadrato.

Sterilizzata, anestetizzata, resa immune al tempo, sottratta all’azione dello stesso, crea un’intercapedine, uno scarto tra ciò che è e ciò che sarà. Araldo della morte, banditore dell’ineluttabile, quest’immagine ne anticipa la venuta e ne procrastina gli effetti. Proiettandoci bruscamente verso orizzonti temporali inattesi, essa sottende una promessa, s’impalma tacitamente con lo spettatore. “La morte ci fa delle promesse attraverso il cinematografo”(Epstein). Morte a credito.

The Truth