Antonio Pietrangeli "La Parmigiana" (1963)

Scritto da The Truth. Postato in Piani Americani

L'ingenuità.

Dostoevskij era troppo teologo per apprezzare appieno l’ingenuità dell’essere umano, per tenere in debito conto il dispotismo inscalfibile della coscienza introiettata. 
Quando fa dire a Ivan Karamazov “Se Dio non esiste, tutto è permesso” sottovaluta la portata rivoluzionaria di questo rovesciamento, ha troppa fiducia nella bestia recondita che cova nell’animo umano, nella sua parentela ferina. 
Se Dio non esiste, niente è permesso. Denudato, condannato a sguazzare nel Giardino primordiale, l’uomo figlio della Guerra è libero di mangiare di tutti i frutti del paradiso, tranne dei frutti che nel giardino non sono presenti. Non ha dogmi da scardinare, nuove barriere da aggirare. Sapidità e freschezza gli sono preclusi, intenti e progetti magniloquenti a lui estranei . Un Prometeo senza fuoco da rubare, un Re Mida PLEBEO.
La dittatura della libertà è il sogno sognato dell’egemonia americana. Ripudiata dai governi dell’antichità, prescritta da quelli della Silicon Valley, questa parvenza di emancipazione è semplicemente una diversa forma di autoritarismo PARTECIPATO. Lieta di farsi rimpinzare di opportunità dogmatiche, la plebaglia dell’era 2.0 anela alla propria condanna, rincorre con foga il proprio tracollo.

Il suicidio è riuscito a sopravvivere all’estinzione dei divieti. Il suo livido aspetto seduce e ripugna, promette e diffida allo stesso tempo. Dora è una delle poche a cogliere in questa sentenza una possibilità, una sperimentazione definitiva. Ossimoro volutamente provocatorio, quanto mai veritiero. Ma non decide di esperirlo perché fa di questa sentenza un pungolo, un viatico per accedere alla libertà di soffrire, di farsi del male. La vita ha effetti più nefasti della morte solo se la si scuote sino all’ultima goccia di dolore, se si riesce ad assaporarne il fiele, a consumarla in asprezza ed estenuazione. Una vita vissuta veste un abito consunto.

“La parmigiana” di Pietrangeli racchiude tutto ciò. Un film che annuncia un passaggio di testimone, l’avanzare di un nuovo corso, il sopravvento di una generazione libera di fare tutto tranne di non fare. Ma anche i prodromi di una nuova coscienza, una coscienza finalmente nichilista. Un vero nichilista è soprattutto un nichilista che sorride.

The Truth