EDWARD YANG "The terrorizers - Kong bu fen zi" (1986)

Scritto da The Truth. Postato in Piani Americani

Soggetto e oggetto. Significato e significante.

La capacità segnica delle immagini di Yang sta proprio in questo, nel calare i corpi e gli oggetti in un reticolato predefinito, un insieme di coordinate fissanti a priori le regole del gioco, stabilendo un'implicita connessione tra significante e significato. Il contenuto cioè si proietta sulla materia, sospinto in questo senso dal contesto nel quale ha potuto prendere forma. Contesto che è quello della Taiwan globalizzata filmata da Yang. Una tale granularità dell'immagine,
 una tale porosità nei materiali, una cura minuziosa per le linee e per i profili sono rinvenibili in pochi altri lavori dal retrogusto rigorosamente antonioniano. Così una tenda non è mai una tenda, ed un vetro non è mai un vetro. Una parete scorticata nasconde un significato più intimo, più latente, e la sagoma di un edificio ci parla dei suoi abitatori. Le immagini sussurano da sé, usurpano la figura dell'uomo, lo depongono ai margini, ne sono l'espressione e la cristallizzazione. E non a seguito di una qualche bislacca stregoneria legata al tocco demoniaco della macchina da presa, che riuscirebbe ad irrobustire anche il più anonimo dei paesaggi; ma in ragione di un accordo tacito tra soggetto e oggetto, accordo che ratifica una delega in bianco: è la vita del creatore rimessa alla mercé della creatura.

The Truth