BRUNO DUMONT "Twentynine palms" (2003)

Scritto da The Truth. Postato in Piani Americani

Il cinema a nudo.

In "Twentynine palms" (2003) di Bruno Dumont i protagonisti sono presi da una passione invincibile che li porta a scopare ad ogni utile occasione. Puntualmente si manifesta il desiderio nella sua forma più pura: desiderio sessuale, desiderio di possesso, desiderio proattivo, desiderio estroflesso tutto proteso fuori da sé. La smania di possesso spinge a cercare, a desiderare, a seguire il sussurro
 melodico della sirena che, assisa sul suo poggio, la lira alla mano, incita le nostre membra e pungola i nostri muscoli: avanti, la felicità è a un passo. Al termine del coito, la parte attiva del rapporto erompe in un pianto infantile, manifesta frustrazione, sconforto, si avvoltola e si contorce, coscienza infelice, inconsolabile. Il rapporto sessuale si manifesta cioè per quello che è: nell'atto della copula è desiderio di possesso, tentativo di fusione tra due alterità singole, distinte, in contraddizione tra loro, riduzione ad unità della molteplicità. Nel momento dell'orgasmo la coscienza si rischiara, il corpo si slega, la menzogna è rivelata: impossibilità di far proprio ciò che è altro-da-sé, sterile tentativo di coniugare due cellule complete nella differenza; autonome, separate, inconciliabili; sintesi irrealizzabile tra individualità slegate. L'uomo non ha trovato niente, e deve ricominciare. La chimera imbellettata che promette felicità e pienezza d'animo fa cadere il velo ingannevole sotto il quale s'era camuffata e spiattella la tremenda verità che l'uomo deve fronteggiare: il desiderio in sé rende l'uomo infelice, solo la ragione può soccorrerlo e salvarlo dalla solitudine dell'evo moderno.

The Truth