Carlos REYGADAS: "Post Tenebras Lux" e dintorni

Scritto da The Truth. Postato in Piani Americani

Il cinema di Reygadas è un cinema delle possibilità.



Il cinema di Reygadas parte da un assunto fondamentale che è anche la colonna vertebrale del mezzo cinematografico, ossia l’immagine; perché le parole son spesso fuorvianti, la sceneggiatura rimane qualcosa di artefatto, di dispotico, di precostruito; in sintesi, è la visione, propria e personale, del regista che schiaccia lo spettatore, che lo convoglia su un binario ben definito (o predefinito). Ciò che impatta però immediatamente sugli occhi e del cinefilo e dello spettatore occasionale puntati sullo schermo, rimanendo impressa in maniera indelebile nella loro memoria, è l’immagine; l’immagine prima della parola. È la potenza visionaria - quindi espressiva - delle inquadrature a parlare; è l’immagine che ritaglia mondi slegati dalla scrittura, come nella musica la partitura precede sempre e necessariamente la vocalità. Da qui i dialoghi volutamente risibili, da qui i plot relativamente semplici, da qui i movimenti di macchina audaci, magistrali, come se il regista operasse pennello alla mano su una tela vuota, una tela che è il mondo, un mondo che esige soltanto di essere osservato.

“I'm not, like, interested in the idea of telling a story. For me, cinema is not telling a story. I'm much more interested in living from within someone. So I do have to give away some information so you know who you're going to— whom are you going to experience life through? Then I try to get into someone so you feel as some other human being could feel, and there you can feel empathy and you probably feel identified or non-identified but then you feel from inside, and that is for me like the most powerful thing you can try to do with cinema, and that's why I say it's much more connected with painting or music.” [1]

Sicché in un cinema che parte arbitrariamente da un punto x solo per aprire un ventaglio di possibilità, una serie di nuovi sentieri, di canali inesplorati; un cinema che salta da una scena di sesso - lasciando in sospeso l’intimità della coppia - per affacciarsi e guardarsi circolarmente attorno (Batalla en el cielo); un cinema che s-balza (il balzo è, di per sé, improvviso, tellurico, contingente, discontinuo) senza punti di riferimento lineari, avendo come unico, comune denominatore, un occhio polimorfo sulla situazione culturale, politica, sociale del Messico ; un cinema di questo tipo non può che costruirsi per sottrazione, per frammenti, per stralci, quadri e sequenze che vanno a comporre monadi isolate e purtuttavia connesse, mondi conclusi in sé stessi ma perfettamente incastrati tra loro.

Questo sistematico processo di decostruzione conoscerà l’ apice nel suo ultimo capolavoro e sicuramente miglior film della carriera reygadasiana: Post Tenebras Lux.

 



[1] Fonte: http://www.erratamag.com/archives/2007/01/carlos_reygadas.html

The Truth