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ROBERTO BAGGIO "La magia nei piedi"

Scritto da WES XIV. Postato in Il Vaso di Pandora

"A veder giocare Baggio ci si sente bambini. Lui è l'impossibile che diventa possibile. Una nevicata che scende giù da una porta aperta nel cielo".

 

Quando per capire il ruolo bastava guardare il numero della maglia, mi ricordo che gli unici avversari che studiavo prima della partita erano il 9 e il 10: del primo guardavo la stazza fisica, del secondo i piedi, e mi bastava per capire che giornata avrei passato. E Roberto Baggio aveva dei piedi splendidi, piccoli al punto giusto, che negli scarpini si completano con la mezza sfera del cuoio. Piedi che hanno segnato fiumi di goal e che hanno alimentato da anni campioni e giocatori mediocri, ma che al suo fianco sembravano campioni. ROBERTO BAGGIO era il calcio, l'unico che ha indossato le maglie di Juve, Milan e Inter e non porta dietro di sé odio e rivalità, ma applausi. Il suo più grande problema era essere intelligente, quasi distaccato da questo mondo, così frenetico, malato e polemico. La sua risposta "il rigore sbagliato? E' perchè li tiro..", è un inno alla vita. Noi, umili tifosi, gli dobbiamo un mondiale e un europeo.
Roberto Baggio era un goal, cioè l'essenza del calcio. Stadio San Paolo, epoca tardo-maradonesca, Napoli-Fiorentina: nel tempio del Pibe de Oro, un bambino di radiose speranze e impudente orgoglio, imita Dieguito di Argentina Inghilterra: parte da centrocampo, salta in progressione i birilli partenopei, molla il pallone solo per offrirlo alla porta. I chiaroscuri anni juventini, le torture sacchiane in nazionale, gli odi di allenatori di ghiaccio non riuscirono ad evitare al talento puro di diventare gloria. Una gloria che oggi, ancora più di ieri, brilla dentro gli occhi di chi, del calcio, si è quasi stancato. Perché corrotto, ma soprattutto perchè oggi, chi nasce con il numero dieci tatuato sulla pelle è ormai fuori dal giro.
Così mi aggrappo al Divin Codino, per sognare ancora, e tornare a calciare il pallone come si faceva da bambini. Coi piedi, il cuore, la fantasia.


|Wes Xiv|