Area 51

LEFTFIELD

LEFTFIELD "Alternative Light Source" (2015)

Neil Barnes, l'elettronica e lo spazio.

CABARET VOLTAIRE

CABARET VOLTAIRE "Mix Up" (1979)

La psicosi dadaista dell'industrial.

KILIMANJARO DARKJAZZ ENSEMBLE

KILIMANJARO DARKJAZZ ENSEMBLE "Here Be Dragons" (2009)

Il ricamo di un incubo metropolitano tra decadenza e spiragli di luce.

MAX RICHTER

MAX RICHTER "Sleep" (2015)

31 composizioni per 8 ore di estasi, l'ultima catartica sfida del compositore britannico.

HAROLD BUDD

HAROLD BUDD "The Pavilion Of Dreams" (1978)

Un sogno , dove la musica ha il potere di disegnare nostalgie per luoghi mai visitati o inesistenti.

  • LEFTFIELD

    LEFTFIELD "Alternative Light Source" (2015)

  • CABARET VOLTAIRE

    CABARET VOLTAIRE "Mix Up" (1979)

  • KILIMANJARO DARKJAZZ ENSEMBLE

    KILIMANJARO DARKJAZZ ENSEMBLE "Here Be Dragons" (2009)

  • MAX RICHTER

    MAX RICHTER "Sleep" (2015)

  • HAROLD BUDD

    HAROLD BUDD "The Pavilion Of Dreams" (1978)

JOHN COLTRANE "A Love Supreme" (1964)

Scritto da WES XIV. Postato in Area 51

Quando un titolo racchiude tutto.

 

La sfida di oggi è raccontare un disco che non porta parole con sé, ma suoni. Emozioni, e non storie. La stessa sfida che un giorno mi ha portato ad affrontarlo, addentrandomi negli orizzonti di spazi inesplorati che dischiude.
C'è una voce che vive in questo 'amore', ed è un sassofono. E poi gli altri, Tyner, Jimmy ed Elvin: nessuno di loro canta, o canterà. Soltanto suoni. Equilibri mai scontati, mai definitivi, solamente da avvicinare, riconoscere, perdere e, ogni volta naufragare.
"A Love Supreme" rimane un'icona culturale che risuona a tutti i livelli spirituali. Una suite in quattro parti sulla fede e la redenzione, una dichiarazione di pietà che si aggiunge alla sublime musica contenuta all'interno. Un disco che definì una generazione che presto si riconobbe nel messaggio di Trane, quello di pace e di amore universale; ma non c'è bisogno di far parte della prima rivoluzione hippie o sapere qualcosa sulla religione per sentire il potere della sua musica. Solo l'ateo più arido non sarebbe in grado di farsi smuovere da A Love Supreme, e nessun musicista può negare che questo è uno dei quartetti jazz più formidabili di tutti i tempi. Un messaggio inviato da Dio, una foto in bianco e nero fuori dal tempo.
John 'scrisse' quest'album dopo anni di alcol e droga, di abiti trasandati. Fu l'album della sua vera epifania, l'album che lo allontanò dal vizio e dalla povertà (non solo economica), la più grande improvvisazione di tutti i secoli, un viaggio cosmico ai confini delle nostre anime. Si dice che, appena dopo aver smesso di bere, John, in quei mesi precedenti al prodigio, era solito praticare ogni sera la meditazione yoga; e durante una di quelle sedute sentì una musica nuova risuonare nella sua mente. Tornato allo stato vigile, si convinse che non poteva che trattarsi di un messaggio inviatogli da Dio. Coltrane meditò a lungo una nuova opera, di cui volle curare anche la produzione. Fu lui a scegliere la foto che lo ritrae, con espressione seria, sulla copertina. È una foto in bianco e nero, così come in austero bianco e nero è pubblicato tutto l'album. Fu ancora Coltrane a far stampare, all'interno, non le solite note di copertina, bensì una sua breve presentazione e una sua poesia, intitolata anch'essa A Love Supreme.
"A Love Supreme" è il suono di un uomo, di un'anima messa a nudo, costruito come una suite e consegnato a lode di Dio, non si sa quale. 'Acknowledgment', 'Persuance', 'Resolution', 'Psalm', sono l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso di questo brivido continuo, di questa lacrima di vita sopra il cielo tra le fiamme.
Quando alzava il suo strumento e lo teneva perpendicolare alla bocca e gli dava fiato, John era il più grande; e man mano che i suoi capelli si facevano più lucidi e lui più pigro e rilassato, il sassofono si abbassava; finchè non si abbassò del tutto. Oggi, lo so, John porta scarpe con la suola alta per non sentire i marciapiedi della vita, lo strumento riposa languido contro il suo petto, poi risucchia il suo strumento in attesa che gli altri finiscano. E c'è bisogno di guardarsi intorno per capire da dove possa provenire l'assolo, perchè proviene da labbra angeliche e sorridenti appoggiate allo strumento. Assoli delicati, dolci, da fiaba. Solitari come l'America. Suoni di gola trafitti nella notte. E gli altri? Al contrabbasso Jimmy Garrison, un tipo che spinge i fianchi contro lo strumento a ogni potente manata e tiene la bocca aperta ad ogni stato di trance, come nei momenti più caldi per un musicista. Alla batteria, Elvin Jones, gli occhi fissi nel vuoto, la gomma in bocca, le pupille dilatate, dondola il collo con uno scatto in estasi soddisfatte. Al piano McCoy Tyner, a serrare i ranghi, che suona con gioia robusta e pensosa. Ora la stanza vibra, e non è più stanza, è cielo, no, è fuoco. Un fuoco psichedelico che non si spegne mai e che continua a ispirare musicisti, artisti, scrittori. 
Si, perchè, come recitava un vecchio detto :"non si potrà mai insegnare al vecchio maestro una canzone."
Mai.

|Wes Xiv|

Tracce

  • Tutte le composizioni sono opera di John Coltrane.
  1. Part 1: Acknowledgement – 7:47
  2. Part 2: Resolution – 7:22
  3. Part 3: Pursuance – 10:45
  4. Part 4: Psalm – 7:08

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